Led e centri storici. Roma dice no, ma a Taranto invece si fa innovazione

Mentre a Roma cittadini e intellettuali sono schierati contro la nuova illuminazione pubblica a LED, a Taranto, invece, durante un seminario si sostiene esattamente l’opposto: le nuove tecnologie possono essere utilizzate per valorizzare i centri storici, le bellezze architettoniche delle città italiane. Quello che sta accadendo a Roma, la sostituzione delle lampade stradali con più moderne a LED che permetteranno sicuramente alla città un risparmio economico, potrebbe essere il risultato da un lato di una non buona informazione in merito all’operazione del Comune, dall’altro anche ad una certa ignoranza sul tema dei LED. A Taranto, nella cornice del Castello Aragonese, illuminato proprio dai LED di Niteko, si è svolto lunedì 3 aprile un seminario sul tema dell’illuminazione e delle smart city, a cui hanno partecipato ingegneri e architetti. L’evento, voluto da Niteko, organizzato col patrocinio del centro di ricerca CETMA e dall’APIL, ha trattato il tema dell’innovazione tecnologica e del rapporto con l’arte e la bellezza. “La tecnologia LED è ormai matura” sostiene Giuseppe Vendramin, direttore tecnico e co-fondatore dell’azienda, “permette sia di gestire in maniera intelligente l’illuminazione e anche di risparmiare quasi il 50% dei costi. Soldi che poi possono essere investiti in altro, magari proprio per la riqualificazione dei centri storici”.

Ma quale può essere il rapporto tra smart city e centri storici? Sono due concetti in antitesi? Secondo i relatori del convegno, la risposta è secca: no. Il motivo è duplice, ma semplice: da un lato la dimensione “smart” della città dovrebbe prevedere a ragionare sul progetto del proprio futuro, non lasciando nulla al caso, dall’altro bisognerebbe pensare a come le nuove tecnologie possano valorizzare le bellezze architettoniche e storiche, magari creando percorsi di luce che guidino i visitatori. La luce LED, fredda per definizione, non lo è invece dal punto di vista dell’utilizzo, perchè permette soluzioni prima impensabili.

Si legge dal sito di Niteko: Durante il seminario “Smart city e centri storici”, voluto fortemente da Niteko e organizzato in collaborazione con gli ordini degli ingegneri e degli architetti di Taranto, il messaggio forte e chiaro da lanciare per la città del futuro è la necessità di progettare e di scegliere con cura le competenze. “Smart deve essere utilizzato per indicare l’utilizzo corretto e consapevole delle risorse” riferisce Mirella Guerra, relatrice e smart city consultant, che è intervenuta in particolare sui sistemi di telecontrollo. L’ingegnere continua: “Le tecnologie vanno calate nella realtà con consapevolezza e competenza. Nonostante in Italia siamo indietro, questo ritardo può essere una opportunità per scegliere più attentamente, con competenza, le tecnologie. Il telecontrollo, di cui mi occupo, non fa eccezione: la tecnologia va scelta tenendo conto di tutti i costi”.

Relazioni tecniche, che hanno acceso i riflettori su due punti strutturali della progettazione delle città del futuro: approvvigionamento energetico e smart grid. Se da un lato, come sostiene il professor Massimo La Scala, “è necessario tener conto che una città ha diversi sistemi di approvvigionamento energetico spesso in conflitto tra loro e per questo vanno trattati in maniera complessiva e unitaria”, dall’altro l’ingegner Nicola Savino, del CETMA, partner dell’evento, sostiene la necessità che ci siano politiche atte a favorire la transizione: “Smart grid vuol dire unire i flussi di energia con i flussi di informazione, ma al momento mancano le norme e le leggi che favoriscano la transizione”. “Le città hanno un problema di approvvigionamento energetico” continua La Scala “e contemporaneamente vanno verso una maggiore necessità di energia. Arriverà a breve il momento in cui si chiederanno tecnologie adatte a risolvere questi problemi”.

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