Allarme OCSE: i dipendenti pubblici italiani sono anziani

I dipendenti pubblici italiani non sono troppi. Lo rivela l’indagine Government at a Glance – 2017, dalla quale esce fuori un quadro del Pubblico del Bel Paese che non coincide necessariamente con l’immagine che ha ognuno di noi. I dipendenti pubblici italiani sono meno della media mondiale (il 13% dei lavoratori totali, a fronte di una media del 18%). Il dato più grave è che il 45% di loro ha almeno 55 anni. Anche se per un attimo mettiamo da parte le ovvie considerazioni riguardo le cause (blocco del turn-over; concorsi bloccati; ricorsi…), l’OCSE suggerisce di indirizzare lo sguardo al futuro. Ci sarà un momento in cui questo 45% di impiegati e dirigenti andrà in pensione, portando con sè anni e anni di esperienza e di conoscenza. Un momento in cui ci sarà un vuoto reale di competenze che potrebbe bloccare ancora di più di come lo è ora tutta la macchina amministrativa.

Ecco il rapporto sull’Italia

Un altro dato che è interessante sottolineare è la scarsa dimestichezza con gli strumenti digitali: se la mendia mondiale di utilizzo dei form online sui siti istituzionali è del 35%, in Italia poco più che un cittadino su dieci utilizza o è spinto ad utilizzare il web per comunicare con la Pubblica Amministrazione.

Per quanto riguarda la presenza delle donne, in Italia la popolazione dei dipendenti pubblici è composta per metà da donne. La percentuale diminuisce nei ruoli dirigenziali.

A proposito di dirigenti: lo stipendio medio di un senior manager è di 395.400 dollari annui, a fronte di una media mondiale di 231.500.

La fiducia espressa dai cittadini nei confronti della P.A. è davvero bassa: solo il 24%.

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