Il prosecco spagnolo made in Italy

Il prosecco italiano sarà commercializzato con un marchio spagnolo, forse il più forte al mondo nel campo delle bevande. La notizia sembra aver diviso imprese e commentatori, ma è meglio andare con ordine e spiegare cosa è accaduto. Secondo quanto riporta il Corriere, “Freixenet – per i profani, il più grande produttore spagnolo di spumanti e tra i maggiori al mondo, sponsor ufficiale del Motomondiale, con 110 milioni di bottiglie e un fatturato di 530 milioni di euro – ha lanciato quest’anno la sua linea di Prosecco Doc e Docg, in elegante confezione dorata che trasmette un messaggio di raffinatezza e, perché no, di lusso. Parliamo di Prosecco buono e autentico, non di una delle goffe imitazioni che ogni tanto si incontrano in giro per il mondo. Solo che si presenta al consumatore sotto un’etichetta nota ovunque per essere un simbolo del «made in Spain». Non esattamente una valorizzazione del territorio di provenienza, insomma”.

Se si supera il discorso scolastico di eccellenza italiana e made in Italy, il tema che si pone è semplice: si può delocalizzare anche la produzione di qualcosa che finora si pensava immune alle logiche della globalizzazione? E se sì, è più colpevole la multinazionale che occupa un territorio o le imprese che si dichiarano disponibili? Forse uno degli aspetti, senza eccedere in astrattismi, è la larghezza delle maglie della legislazione nazionale e internazionale, spazi abbastanza larghi da permettere queste operazioni. Spiega l’articolo del Corriere che è come se Ferrari proponesse ai francesi di commercializzare lo champagne con la propria etichetta.

Fonte foto: flickr.com

Lascia un commento