I dieci articoli del Codice Mondiale del Turismo Sostenibile

 

In tempo d’estate si accende il dibattito sull’impatto del turismo sull’economia e sull’ambiente, si snocciolano numeri, si indicano modelli, si fanno comparazioni. Si fa un gran lavoro per attirare turisti sul proprio territorio e poi ci si chiede se fanno bene o male. Eppure già a cavallo della fine del ‘900 e gli inizi del nuovo millennio, l’Organizzazione Mondiale del Turismo si era già interrogata sul valore etico del turismo, stabilendo dieci principi che l’Italia ha adottato solo nel 2012. Attraverso questo decalogo è possibile intendere come il turismo deve essere innanzitutto strumento di conoscenza e di accoglienza, strumento di condivisione e di accrescimento culturale, ma anche impresa etica e al servizio della società.

Ecco di seguito i dieci principi del Codice Mondiale del Turismo Sostenibile:

 Articolo 1

Il contributo del turismo alla comprensione e al rispetto reciproco tra i popoli e le società

  1. La comprensione e la promozione dei valori etici comuni all’umanità, in uno spirito di tolleranza e rispetto della diversità di credo religioso, filosofico e morale, rappresentano il fondamento e la  conseguenza  di  un  turismo  responsabile;  i  responsabili  dello sviluppo turistico e i turisti stessi dovranno rispettare le tradizioni e le pratiche sociali e culturali   di   tutti   i   popoli,   comprese   quelle   delle   minoranze   e   delle   popolazioni  autoctone, e riconoscere il loro valore.
  2. Le attività turistiche dovranno essere condotte in armonia con le specificità e le tradizioni delle regioni e dei paesi di accoglienza e nel rispetto delle loro leggi, usi e costumi.
  3. Le comunità di accoglienza, da una parte, ed i professionisti del posto, dall’altra, dovranno imparare a conoscere e  rispettare  i  turisti  che  li  visitano,  ed  informarsi  sui  loro   stili   di   vita,   gusti   e   aspettative;   l’educazione   e   la   formazione   impartite   ai professionisti contribuirà ad un’accoglienza ospitale.
  4. Le autorità  pubbliche  avranno  il  compito  di assicurare  la  protezione  dei  turisti  e  dei visitatori, così come dei loro beni; le stesse dovranno prestare un’attenzione speciale alla sicurezza  dei  turisti  stranieri,  in  virtù  di  una  loro  possibile  particolare  vulnerabilità; faciliteranno  l’introduzione  di  mezzi  di  informazione,  di  prevenzione,  di  protezione, assicurazione  ed  assistenza  idonei  alle  loro necessità;  ogni  attentato,  aggressione,  rapimento  o  minaccia  nei  confronti  di  turisti  o  di  altra  persona  che  opera  nell’ambito  dell’industria  turistica,  così  come  la  distruzione  volontaria  di  strutture  turistiche  o  di  elementi del patrimonio culturale o naturale dovranno essere severamente condannati e repressi conformemente alle rispettive legislazioni nazionali.
  5. I turisti  e  i  visitatori  dovranno  astenersi, in  occasione  dei  loro  viaggi,  dal  commettere  qualsiasi atto criminale o considerato come tale dalle leggi del paese visitato; dovranno altresì astenersi da ogni condotta ritenuta offensiva o ingiuriosa dalle popolazioni locali, o ancora che può arrecare danno all’ambiente locale; si asterranno altresì dall’effettuare qualsiasi  traffico  di  droga,  di  armi,  di  oggetti   d’antiquariato,  di  specie  protette  nonché di sostanze e prodotti pericolosi o proibiti dalla normativa nazionale.
  6. I turisti ed i visitatori avranno la responsabilità di informarsi, anche prima della loro partenza, sulle caratteristiche dei  paesi  che  si apprestano  a  visitare;  dovranno  essere  a  conoscenza  dei  rischi  relativi  alla  salute  e  alla  sicurezza  inerenti  ad  ogni  viaggio  al  di fuori  del  loro  ambiente  usuale  e  comportarsi  in  modo  tale  da  ridurre  tali  rischi  al minimo.

Articolo 2

Il turismo quale mezzo di soddisfazione individuale e collettiva

  1. Il turismo,  l’attività  più  frequentemente  associata al  riposo,  alla  distensione,  allo  sport, all’accesso alla cultura e alla natura, dovrà essere concepito e praticato come un mezzo privilegiato  di  soddisfazione  individuale  e  collettiva;  se  praticato  con  lo  spirito  di apertura  necessario,  rappresenta  un  fattore  insostituibile  di  autoeducazione  personale,  di  tolleranza  reciproca  e  di  apprendimento  delle  differenze  legittime  tra  i  popoli  e  le  culture, così come delle loro diversità.
  2. Le attività  turistiche  dovranno  rispettare  l’uguaglianza  degli  uomini  e  delle  donne; dovranno  promuovere  i  diritti  umani  e,  soprattutto,  i  diritti  particolari  dei  gruppi  più vulnerabili,  specialmente  dei  bambini,  delle  persone  anziane  o  portatrici  di  handicap,  delle minoranze etniche e delle popolazioni autoctone.
  3. Lo sfruttamento  degli  esseri  umani  in  qualsiasi  forma,  in  modo  particolare  quello sessuale,  e  specialmente  quando  si  riferisce  ai  bambini,  si  scontra  con  gli  obiettivi fondamentali   del   turismo   e   costituisce   la negazione   dello   stesso;   come   tale, conformemente  al  diritto  internazionale,  deve   essere  rigorosamente  combattuto  con  la  collaborazione  di  tutti  gli  Stati  interessati e  punito  senza  concessione  alcuna  dalle  legislazioni  nazionali  dei  paesi  visitati  e  di quelli  di  provenienza  di  coloro  che  hanno  commesso tali atti, anche quando questi ultimi sono perpetrati all’estero.
  4. I viaggi effettuati per motivi di religione, salute, istruzione, scambi culturali o linguistici costituiscono forme di turismo particolarmente interessanti che meritano di essere incoraggiate.
  5. L’introduzione nei programmi di istruzione di un insegnamento sul valore degli scambi turistici, dei loro benefici economici, sociali e culturali, ma anche dei loro  rischi,  dovrà  essere incoraggiata.

Articolo 3

Il turismo quale fattore di sviluppo sostenibile

  1. Tutti i responsabili dello sviluppo turistico dovranno  salvaguardare  l’ambiente  e  le risorse   naturali,   con   la   prospettiva   di  una   crescita   economica   sana,   continua   e sostenibile,   tale   da   soddisfare   in   modo  equo   le   necessità   e   le   aspirazioni   delle  generazioni presenti e future.
  2. Tutte le forme di sviluppo turistico che permettono di economizzare le risorse naturali rare e preziose, in particolare l’acqua e l’energia, nonché di evitare per quanto possibile la produzione di rifiuti dovranno essere privilegiate ed  incoraggiate  dalle  autorità pubbliche, nazionali, regionali e locali.
  3. Lo scaglionamento sia in termini di  tempo  che  spazio  dei  flussi  di  turisti  e  visitatori, specialmente  quelli  derivanti  dai  congedi  retribuiti  e  dalle  vacanze  scolastiche,  così come  una  distribuzione  delle  ferie  più  equilibrata,  dovrebbero  essere  incoraggiati  così da  ridurre  la  pressione  dell’attività  turistica  sull’ambiente  ed  accrescere  i  suoi  benefici nei confronti dell’industria turistica e dell’economia locale.
  4. Le infrastrutture    turistiche    dovranno   essere    concepite    e    le    attività    turistiche programmate in modo tale da tutelare il patrimonio naturale costituito dagli ecosistemi e  dalla  biodiversità  e  da  preservare  le  specie  minacciate  della  fauna  e  della  flora  selvatiche; i responsabili dello sviluppo turistico, ed in particolar modo i professionisti, dovranno  acconsentire  all’imposizione  di  limitazioni  o  restrizioni  alle  loro  attività allorquando  queste  vengono  esercitate  in  luoghi  particolarmente  sensibili:  regioni  desertiche,  polari  o  di  alta  montagna,  zone costiere,  foreste  tropicali  o  zone  umide,  idonee alla creazione di parchi naturali o di riserve protette.
  5. Il turismo nella natura e l’ecoturismo sono riconosciuti come forme di particolare arricchimento e valorizzazione del  turismo,  a condizione  che  rispettino  il  patrimonio naturale e le popolazioni locali e rispondano alla capacità di accoglienza dei luoghi.

Articolo 4

Il turismo quale mezzo per utilizzare il patrimonio culturale dell’umanità e per contribuire al suo arricchimento

  1. Le risorse turistiche appartengono al patrimonio comune dell’umanità; le comunità sui cui territori sono situate hanno diritti ed obblighi particolari nei confronti delle stesse.
  2. Le politiche e le attività turistiche dovranno essere condotte nel rispetto del patrimonio artistico, archeologico e   culturale   che   dovranno   proteggere   e   tramandare   alle generazioni future; un’attenzione particolare dovrà essere accordata alla conservazione e  valorizzazione  dei  monumenti,  santuari  e  musei,  nonché  ai  siti  archeologici  e  storici che  dovranno  essere  aperti  alle  visite  turistiche  nel  modo  più  ampio  possibile;  dovrà  essere incoraggiato l’accesso del pubblico ai beni ed ai monumenti culturali privati, nel rispetto  dei  diritti  dei  loro  proprietari,  così  come  agli  edifici  religiosi,  senza  arrecare  danno alle normali necessità di culto.
  3. Le risorse finanziarie derivanti dalle visite ai siti ed ai  monumenti  culturali  dovranno essere    utilizzate,    almeno    in    parte,    per    il    mantenimento,    la    salvaguardia,    la valorizzazione e l’arricchimento di tale patrimonio.
  4. L’attività turistica dovrà essere concepita in modo tale  da  permettere  ai  prodotti culturali ed artigianali tradizionali ed al folklore di sopravvivere e prosperare piuttosto che causare un loro impoverimento e standardizzazione.

Articolo 5

Il turismo quale attività vantaggiosa per i paesi e le comunità di accoglienza

  1. Le popolazioni  locali  dovranno  prendere  parte  alle  attività  turistiche  e  condividere  in  modo  equo  i  benefici  economici,  sociali  e  culturali  che  queste  determinano,  con  particolare  riferimento  alla  creazione  dell’occupazione  diretta  ed  indiretta  che  ne consegue.
  2. Le politiche   turistiche   dovranno   essere condotte   in   modo   tale   da   contribuire   a   migliorare  il  tenore  di  vita  delle  popolazioni  delle  regioni  visitate  e  soddisfare  le  loro  necessità;   la   concezione   urbanistica   ed   architettonica   e   la   gestione   delle   stazioni  turistiche  e  delle  strutture  di  accoglienza  dovranno  mirare  ad  una  loro  integrazione,  nella misura possibile, nel tessuto economico e sociale locale; in caso di pari capacità, la priorità dovrà essere accordata alla manodopera locale.
  3. Un’attenzione particolare dovrà essere prestata ai problemi specifici delle zone costiere e dei territori insulari, nonché delle regioni rurali o montane vulnerabili, per le quali il turismo spesso  rappresenta  una  rara  opportunità  di  sviluppo  alla  luce  di  un  declino delle attività economiche tradizionali.
  4. I professionisti  del  turismo,  in  modo  particolare  gli  investitori,  dovranno  effettuare  degli  studi  sull’impatto  dei  loro  progetti  di  sviluppo  sull’ambiente  e  sul  territorio  naturale,  secondo  la  normativa  stabilita  dalle  autorità  pubbliche;  dovranno  altresì  fornire, con la massima trasparenza ed obiettività, informazioni circa i loro programmi futuri  con  le  relative  ripercussioni  prevedibili  ed  incoraggiare  il  dialogo  sul  loro  contenuto con le popolazioni interessate.

Articolo 6

Obblighi degli operatori dello sviluppo turistico

  1. I professionisti del turismo avranno l’obbligo di fornire ai turisti informazioni obiettive ed oneste sui  luoghi  di  destinazione  e  sulle  condizioni  di  viaggio,  accoglienza  e  soggiorno;  assicureranno  la  perfetta  trasparenza  delle  clausole  dei  contratti  proposti  ai  loro  clienti  per  quel  che  concerne  la  natura,  il  prezzo  e  la  qualità  dei  servizi  che  si  impegnano  a  fornire  e  l’indennizzo  che  gli  stessi  corrisponderanno  nel  caso  in  cui  decidano unilateralmente di rescindere il contratto.
  2. I professionisti del turismo, nella misura in cui ciò dipende da loro, si preoccuperanno, in collaborazione  con  le  autorità  pubbliche,  della  sicurezza,  della  prevenzione  di  incidenti,  della  tutela  sanitaria  e  dell’igiene  alimentare  di  coloro  che  richiedono  i  loro  servizi;  parimenti,  garantiranno  la  presenza  di  sistemi  assicurativi  e  di  assistenza  idonei;  accetteranno  gli  obblighi  di  rendiconto  previsti  dalla  normativa  nazionale  e  corrisponderanno  un  equo  indennizzo  in  caso   di  mancata  osservanza  dei  loro  obblighi  contrattuali.
  3. I professionisti  del  turismo,  nella  misura  in   cui  ciò  dipende  da  loro,  contribuiranno  al  soddisfacimento culturale e spirituale dei turisti  e permetteranno loro, durante i viaggi, di praticare la propria fede religiosa.
  4. Le autorità   pubbliche   degli   Stati   di   provenienza   e   dei   paesi   di   accoglienza,   in   collaborazione   con   i   professionisti   interessati   e   le   loro   associazioni,   vigileranno   sull’esistenza  dei  meccanismi  necessari  per  il  rimpatrio  dei  turisti  in  caso  di  fallimento  dell’impresa che ha organizzato il viaggio.
  5. I Governi  avranno  il  diritto  ed  il  dovere,  specialmente  in  caso  di  crisi,  di  informare  i  propri cittadini delle difficili circostanze o persino dei pericoli che potrebbero incontrare durante  il  loro  viaggio  all’estero;  avranno  tuttavia  la  responsabilità  di  fornire  tali  informazioni  senza  arrecare  danno,  in  maniera  ingiustificata  o  esagerata,  all’industria  turistica  dei  paesi  di  accoglienza  e  agli  interessi  dei  propri  operatori;  pertanto,  il  contenuto degli avvisi di viaggio dovrà essere discusso preventivamente con le autorità dei paesi di accoglienza e con i professionisti interessati; le raccomandazioni formulate dovranno  essere  strettamente  proporzionate  alla  gravità  delle  situazioni  riscontrate  e  limitate  alle  aree  geografiche  in  cui  esistono  problemi  di  sicurezza;  tali  avvisi  saranno  allentati o aboliti non appena il ritorno alla normalità lo permetterà.
  6. La stampa,  ed  in  modo  particolare  la  stampa  turistica  specializzata  e  gli  altri  mezzi  di  informazione,  compresi  i  mezzi  moderni  di comunicazione  elettronica,  rilasceranno  informazioni  oneste  ed  equilibrate  sugli  avvenimenti  e  le  situazioni  che  potrebbero  influenzare il flusso dei turisti; saranno altresì tenuti a fornire informazioni accurate ed affidabili    ai    consumatori    dei    servizi    turistici;    anche    le    nuove    tecnologie    di comunicazione  e  commercio  elettronico  saranno  sviluppate ed utilizzate a tal fine; così come  la  stampa  ed  i  mezzi  di  comunicazione,  anche  queste  non  dovranno  in  alcun  modo favorire il turismo sessuale.

Articolo 7

Diritto al turismo

  1. La possibilità  di  accedere  direttamente  e  personalmente  alla  scoperta  ed  al  godimento  delle  ricchezze  del  pianeta  rappresenta  un  diritto  di  cui  tutti  gli  abitanti  del  mondo  devono  poter  usufruire  in  modo  paritario; la  sempre  più  estesa  partecipazione  al turismo   nazionale   ed   internazionale   sarà considerata   come   una   delle   migliori espressioni  possibili  della  crescita  continua  del  tempo  libero  e  non  dovrà  essere  ostacolata in alcun modo.
  2. Il diritto di tutti al turismo sarà considerato come il corollario del diritto al riposo ed al divertimento, in modo particolare del diritto ad una limitazione ragionevole delle ore di lavoro e  a  congedi  periodici  retribuiti,  ai sensi  dell’Articolo  24  della  Dichiarazione  Universale  dei  diritti  dell’uomo  e  dell’Articolo  7.d  del  Patto  Internazionale  sui  diritti  economici, sociali e culturali.
  3. Il turismo sociale, ed in particolare quello associativo, che facilita un ampio accesso allo svago, ai viaggi ed alle vacanze, sarà promosso con il sostegno delle autorità pubbliche.

Articolo 8

Libertà di movimento a scopo turistico

  1. Ai sensi dell’Articolo  13  della  Dichiarazione  Universale  dei  Diritti  dell’Uomo  e  nel  rispetto  del diritto  internazionale  e  delle  legislazioni nazionali, turisti e viaggiatori  beneficeranno  della  libertà  di  movimento  all’interno  dei  loro paesi e da uno Stato all’altro; avranno accesso ai luoghi di transito  e  di  soggiorno  così  come  ai  siti  culturali  e  turistici,  senza  dover  subire  eccessive  formalità  né discriminazione alcuna;
  2. Turisti e viaggiatori  avranno accesso  a  tutti  i  mezzi  di  comunicazione  disponibili,  interni  ed esterni;  beneficeranno  di  un  accesso  rapido  ed  agevole  ai  servizi amministrativi, giudiziari e sanitari  del  luogo;  conformemente  alle convenzioni diplomatiche in vigore,  essi  potranno  contattare  liberamente  le  autorità  consolari  dei  loro Paesi di provenienza;
  3. Turisti e viaggiatori  beneficeranno  degli  stessi  diritti  dei  cittadini   del   Paese   ospitante   per quanto  concerne  la  riservatezza  dei  dati  e  delle  informazioni  personali,  in  modo  particolare  quando questi sono conservati in forma elettronica;
  4. Le procedure   amministrative relative  all’attraversamento  delle frontiere che sono di competenza degli  Stati  o  derivanti  da  accordi internazionali, quali i visti o le formalità sanitarie e doganali, saranno regolate, per quanto possibile, in modo tale da facilitare al massimo la libertà di movimento ed un ampio accesso al turismo internazionale;  saranno  inoltre  incoraggiati gli accordi fra gruppi di paesi tesi ad armonizzare e semplificare tali procedure; le imposte e i dazi suscettibili  di  penalizzare  l’industria  del  turismo  o  di  minarne  la competitività,  saranno  progressivamente eliminati o rivisti;
  5. Nella misura  in  cui  la  situazione economica del  Paese di provenienza lo consente, ai viaggiatori sarà  consentito  di  portare  con  sé  le  somme  di  valuta  convertibile  necessarie ai loro spostamenti.

Articolo 9

Diritti dei lavoratori e degli imprenditori dell’industria turistica

  1. I diritti  fondamentali  dei  lavoratori   dipendenti   ed   autonomi  dell’industria  turistica  e  delle  attività  ad  essa  correlate  saranno  garantiti e controllati con particolare  attenzione  dalle  amministrazioni  nazionali  e  locali,  sia  negli Stati  di  provenienza  che  nei  paesi  di  accoglienza,  tenendo  conto  delle  limitazioni  legate  al  carattere stagionale della loro attività, alla dimensione globale dell’industria del turismo ed alla flessibilità spesso richiesta per via della natura di tale lavoro;
  2. I lavoratori  dipendenti  ed  autonomi  dell’industria  turistica  e  delle   attività   ad   essa   correlate avranno  il  diritto  ed  il  dovere  di  acquisire una formazione idonea, sia  iniziale  che  permanente;  sarà loro garantita una protezione sociale  adeguata;  inoltre,  dovrà  essere  limitato,  per  quanto  possibile,  il  carattere  precario  della  loro  occupazione, mentre ai lavoratori stagionali del settore sarà  offerto uno status specifico, in modo particolare  per  quel  che  riguarda  la protezione sociale;
  3. Tutte le persone fisiche o giuridiche, a condizione che abbiano le capacità e le qualità professionali necessarie, avranno il  diritto  di  condurre un’attività professionale nel settore del turismo conformemente alla legislazione nazionale esistente;  gli  imprenditori  e  gli investitori – specialmente le piccole e medie imprese – godranno di libero accesso al settore turistico;  essi  saranno  sottoposti  al  minor numero   possibile   di   restrizioni giuridiche o amministrative;
  4. Gli scambi  di  esperienze  tra  responsabili  e  lavoratori,  dipendenti e non, provenienti da paesi diversi, contribuiscono a promuovere  lo  sviluppo  dell’industria  turistica   mondiale;   questi   scambi saranno  agevolati,  nella  maniera  più  ampia  possibile,  nel  rispetto delle  legislazioni  nazionali  e  delle convenzioni  internazionali  in  vigore;
  5. In quanto  attori  insostituibili della  solidarietà  nello  sviluppo  e nella crescita dinamica degli scambi internazionali, le imprese multinazionali del settore turistico non dovranno abusare della posizione dominante  di  cui    talvolta  godono;  esse  eviteranno  di  veicolare modelli  culturali  e  sociali  imposti artificialmente  alle  comunità  di accoglienza;  in  cambio  della  libertà di investire e di operare sul  mercato, che sarà loro pienamente riconosciuta,  esse  si  adopereranno  per  lo  sviluppo  locale,  evitando che un eccessivo rimpatrio dei profitti  o  eccessive  importazioni  da  esse  generate  possano  ridurre  il  loro  apporto  alle  economie  dei  paesi in cui operano;
  6. Lo sviluppo  di  forme  di  partenariato  e  di  relazioni  bilanciate tra  le  imprese  dei  Paesi  di  provenienza  e  di  quelli  di  accoglienza nel settore del turismo contribuirà a promuovere lo sviluppo sostenibile e una distribuzione più equa dei benefici da esso derivanti.

Articolo 10

Applicazione  dei  principi  del  Codice Mondiale di Etica del Turismo

  1. Gli attori  pubblici  e  privati  del  settore   turistico   collaboreranno   nell’implementazione dei principi sopra enunciati e ne controlleranno l’applicazione;
  2. Essi riconosceranno   il   ruolo   delle  istituzioni  internazionali,  in primo  luogo  quello  dell’Organizzazione  Mondiale  del  Turismo,  e delle  organizzazioni  non  governative  competenti  in  materia  di  promozione  e  sviluppo  del  turismo, di tutela dei diritti umani, di ambiente e di salute, nel rispetto dei  principi  generali  stabiliti  dal diritto internazionale;
  3. Gli stessi dimostreranno la loro volontà di sottoporre  le  controversie    concernenti    l’applicazione  o  l’interpretazione  del  Codice  Mondiale  di  Etica  del  Turismo  ad un   organismo   terzo   imparziale  denominato  “Comitato  Mondiale per l’Etica del Turismo”,  ai fini della loro risoluzione.

(fonte foto: Flickr.com)

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