Oltre il PIL. 12 indicatori che ci diranno come sta (davvero) il Paese

Diseguaglianza e povertà assoluta, ma anche uscita precoce dal sistema di istruzione ed emissioni di CO2: sono solo alcuni dei 12 indicatori di Benessere equo e sostenibile (Bes) che, con decreto ministeriale pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 15 novembre, sono stati approvati ufficialmente per entrare a far parte del Documento di economia e finanza (Def). Il documento che delinea la strategia triennale di politica economica del Paese sarà quindi arricchito dai nuovi indicatori per valutare la qualità delle politiche e i relativi effetti sui cittadini in termini di benessere collettivo e sostenibilità.

La scelta di andare “oltre il Pil” nella programmazione economica, cioè al di là delle misure tradizionali, rappresenta un passo importante per l’Italia, che è all’avanguardia in questo campo, come ribadito anche dal ministro dell’economia e delle finanze Pier Carlo Padoan nel corso della conferenza stampa di presentazione degli indicatori: ‘’l’Italia è il primo Paese nell’Unione europea e nel G7 ad aver introdotto gli obiettivi di benessere nella politica economica. Ne dobbiamo essere orgogliosi. In Italia bisogna migliorare la demografia, l’inclusione sociale, le strutture a sostegno della famiglia e il tasso di partecipazione dei giovani al lavoro’’.

I 12 indicatori, di cui quattro erano già stati introdotti in via sperimentale nell’ultimo Def, sono stati selezionati da un apposito Comitato, presieduto dal dirigente del ministero dell’Economia Federico Giammusso per conto del ministro e costituito da esperti del settore, tra cui il portavoce dell’ASviS Enrico Giovannini, che nei suoi precedenti incarichi di chief statistician dell’Ocse e di presidente dell’Istat ha avviato le ricerche sulle misure del progresso e fatto nascere il Bes in Italia.

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