Il futuro dell’illuminazione è nei materiali? La ricerca del Cetma e di un’azienda di Taranto lo conferebbe

La sostenibilità dell’illuminazione pubblica passa dal materiale con cui viene realizzata e dal tipo di produzione che serve. Per produrre i proiettori stradali, ad esempio, sono necessari impianti capaci di modellare e fondere l’alluminio per produrre i dissipatori. Ma presto potrebbe non essere più così: si utilizzerà il carbonio e le lampade saranno leggerissime.

Questo è il risultato di una ricerca condotta dal CETMA di Brindisi in collaborazione con Niteko, azienda che produce e commercializza lampade a LED, pubblicata sulla rivista Compositi. “Siamo sulle soglie di una rivoluzione e Niteko è in prima linea. Grazie ad una ricerca condotta insieme al centro di ricerche sui materiali Cetma di Brindisi (Puglia), possiamo affermare che è possibile realizzare una lampada stradale in fibra di carbonio, sostituendo il classico dissipatore in alluminio, che pesa e ingombra, con una struttura più liscia ma soprattutto capace di assumere tutte le forme possibili. Qui in Niteko da sempre consideriamo l’illuminazione come un servizio alle città e la nostra illuminazione è pensata e realizzata per accompagnare le città nel futuro, la rete neurale delle comunità del futuro. La sperimentazione è stata fatta con un modello di lampada stradale, ma il materiale rivoluzionerà l’arredo urbano e il settore indoor per le lampade di design” si legge sul sito di Niteko.

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