Economia circolare. Cosa cambierà con l’accordo del 17/18 dicembre 2017

L’economia circolare entrerà fortemente nella legislazione degli stati membri dell’UE molto presto. I più accorti ci stanno già lavorando, guai per chi rimane indietro. Il 2 febbraio scorso, la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile ha organizzato un convegno dove sono state presentate le novità. Eccole, in sintesi:

  • Per i rifiuti urbani si alzano al  55% nel 2025, al 60% nel 2030 e al 65% nel 2035 gli obiettivi di riciclo (oggi siamo al 42%). Per raggiungere il target del 2035  sarà necessario  che la raccolta differenziata arrivi almeno al 75% (oggi  la media nazionale  è del 52,5% ).
  • Viene rafforzata la responsabilità estesa del produttore che, nella gestione dei rifiuti che derivano dai loro prodotti, dovranno assicurare il rispetto dei target di riciclo, la copertura dei costi di gestioni efficienti della raccolta differenziata e delle operazioni di cernita e trattamento, quelli dell’informazione,  della raccolta e della comunicazione dei dati. Per gli imballaggi tale copertura sarà dell’80% dei costi dal 2025, per i settori non regolati da direttive europee la copertura dei costi sarà almeno del 50%, per RAEE, veicoli e batterie restano le direttive vigenti in attesa di aggiornamenti.
  • Per il riciclo degli imballaggi l’ Italia è  già a buon punto: si dovrà aumentare il riciclo    dall’ attuale 67% al 70% del totale degli imballagginentro il 2030. Per gli imballaggi in legno oggi il riciclo è al 61% a fronte di un obiettivo del  30%; per quelli ferrosi l’ obiettivo è dell’l’80% (oggi si è  al 77,5%); per l’alluminio l’ obiettivo è del 60% (oggi si è già al 73%); per gli imballaggi in vetro l’ obiettivo è del 75% (oggi si è al 71,4%); per gli imballaggi  di carta si dovrà passare  dall’ attuale 80%  all’85% . Maggiori difficoltà, a causa degli imballaggi in plastiche miste, ci sono per il riciclo di quelli in plastica che dovrà aumentare  dal 41% attuale al 55% al 2030 .
  • Lo smaltimento in discarica non dovrà superare il 10% dei rifiuti urbani prodotti. Oggi in Italia la media è del 26%, però con Regioni in forte ritardo:  il Molise (90%  in discarica), la Sicilia (80%), la Calabria (58%), l’Umbria (57%), le Marche (49%) e la Puglia (48%).
  • Per attuare a una strategia contro gli sprechi alimentari vengono introdotti  target di riduzione degli sprechi del 30% al 2025 e del 50% al 2030.

Qui di seguito possiamo leggere la presentazione di Edo Ronchi:

Qui invece le novità sostanziali che andremo ad affrontare nel prossimo futuro grazie al cosiddetto “Accordo a tre”
 

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