Il Portogallo produce più energia rinnovabile di quanto consuma. E ha risparmiato 21 milioni di euro

Il Portogallo ha prodotto, a marzo 2018, il 103% di energia da fonti rinnovabili, in particolare 4.812 gigawattora di elettricità prodotta da fonti rinnovabili contro i 4.647 gigawattora consumati. A fare la parte del leone è stato l’idroelettrico, con il 55% (per un totale di 16,6 TWh), seguito dall’eolico, con il 42% (12,2 TWh), quindi dalle biomasse (2,7 TWh) e dal fotovoltaico (0,8 Twh). Secondo l’Apren, la produzioni di rinnovabili ha impedito “l’emissione di 1,8 milioni di tonnellate di CO2, che si è riflessa nel risparmio di 21 milioni di euro nell’acquisizione delle quote di emissione” (fonte).

Secondo un articolo di Panorama, sarebbero cinque i fattori che hanno permesso al Portogallo di diventare un Paese esempio di sostenibilità. “Questione di lungimiranza. Quando, nel 2000, il Governo portoghese ha acquistato l’intera rete elettrica nazionale che, fino a quel momento, era gestita da privati ha ipotecato buona parte del successo che oggi il Portogallo ha nel campo delle energie rinnovabili”, scrive Barbara Massaro, autrice del pezzo.

Ecco i cinque fattori:

  1. Nazionalizzazione della rete elettrica. Nel 2005 il Portogallo produceva solo il 17% di energia da fonti rinnovabili. Nel 2013 è arrivato al 70%. Nel 2000 lo Stato ha acquistato l’intera rete elettrica nazionale.
  2. Ridurre i consumi. A causa della crisi e della contrazione dell’industria, il fabbisogno di energia elettrica è diminuito. Questo non vuol dire che per trasformare un Paese in un territorio sostenibile bisogna licenziare, ma che si deve rivedere la politica dei consumi e ridurre gli sprechi.
  3. Affidarsi alla natura. Il Portogallo ha un territorio ricco di potenzialità dal punto di vista energetico: ha una rete idrografica densa e gode di un fattore sole importante, essendo situato in Europa meridionale. Inoltre si affaccia sull’Atlantico, con tutto quello che ne consegue dal punto di vista di vento e acqua. Certo bisogna essere fortunati, ma è più importante comprendere quali siano le potenzialità del territorio e decidere di investire su esse: sul vento, o sul sole, o sull’acqua, come nel caso del Portogallo.
  4. Pensare in grande. Le grandi imprese, vuoi perché c’è una rinnovata sensibilità, vuoi perché questa sensibilità è incentivata anche economicamente, sono diventate le prime ad investire in tutto ciò che è green. Il Portogallo ha deciso di costruire nuove centrali elettriche che si alimentano da fonti sostenibili: la centrale eolica di Alto Minho, quella solare di Moura e la centrale oceanica di Aguçadora.
  5. Rinnovabile è normale. Entro il 2040 in Portogallo l’intero fabbisogno energetico annuale sarà sostenuto da fonti rinnovabili. Ma il Paese del fado e di Cristiano Ronaldo è in buona compagnia: l’Unione Europea sostiene la transizione.

 

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