Nel DEF 2018 gli indicatori Bes. Ecco come stanno veramente gli italiani

Nel Documento Economico e Finanziario 2018 varato ieri dal Governo Gentiloni, non presenta particolari novità, anche perché la parte programmatica spetterebbe alla nuova compagine di governo. Scrive il Fatto Quotidiano: “Compilare la parte programmatica, quella che prevede gli effetti delle politiche economiche prossime venture, spetta al prossimo inquilino di Palazzo Chigi, e il governo uscente ha deciso di passare la palla senza attendere i risultati del mandato esplorativo a Roberto Fico. Di conseguenza le tabelle presentate da Padoan sono formulate a legislazione vigente e incorporano gli effetti degli aumenti Iva previsti dalle clausole di salvaguardia. “Sono tenute dentro, nell’aspettativa che, come in passato, il prossimo governo presenti misure per rimuoverle”, ha chiarito Padoan. Perché quegli aggravi fiscali zavorrano la crescita del 2019 e 2020 – prevista rispettivamente a +1,4 e +1,3% – visto che deprimerebbero i consumi con conseguente effetto recessivo e un impatto negativo sui rapporti deficit/pil e debito/pil. Nel 2019 il debito dovrebbe attestarsi al 128% del pil, nel 2020 a 124,7%”

Al di là della conta del debito e delle previsioni di crescita, che prima o poi saranno smentite dai fatti, la parte interessante riguarda gli indicatori BES inseriti in allegato, che raccontano come sta l’Italia e come se la passano  davvero gli italiani. Diminuisce la speranza di vita in buona salute (nel periodo 2009-2012 l’indicatore ha mostrato un andamento crescente, passando da un valore di 56,4 anni a 58,5 anni, per poi diminuire leggermente e mantenersi stabile ad un valore di 58,2 anni nel biennio 2013-2014. Nel triennio 2015-2017 si è registrato un incremento da 58,3 anni nel 2015 a 58,8 anni nel 2016, per poi attestarsi a 58,5 anni nel 2017 – fonte). Al Sud l’indicatore presenta una situazione peggiore.

Sempre nel dominio Salute, un indicatore riportato è l’eccesso di peso per le persone maggiori di diciottanni. Il dato, seppure in flessione, mostra comunque valori assoluti preoccupanti. Secondo quanto riportato dal documento il 44% della popolazione maggiorenne è in eccesso di peso, un valore che cresce al Sud.

Gli altri indicatori (fonte Quotidiano Sanità)

Per quanto riguarda gli altri indicatori, i tre che monitorano il dominio “benessere economico” presentano un aumento del reddito medio ma una situazione ancora complessa dal punto di vista dell’equità e dell’inclusione. Il reddito disponibile aggiustato pro capite nominale, dopo il calo registrato nel prolungato periodo di recessione, ha ripreso a crescere dal 2014 in poi, raggiungendo nel 2017 un livello lievemente superiore al precedente picco toccato nel 2008. Tuttavia, in termini reali, con l’inflazione cioè, il livello del 2017 risulta inferiore del 10% al massimo pre-crisi del 2007. L’indice di disuguaglianza del reddito disponibile mostra una tendenza crescente a seguito della crisi finanziaria ed economica e, dopo un breve miglioramento, un nuovo aumento nel 2015, seguito da una sostanziale stabilizzazione nel biennio seguente. Infine, l’indice di povertà assoluta è peggiorato dall’inizio della crisi al 2017, con una sola inversione di tendenza nel 2014.

Per il dominio “istruzione e formazione” si osserva un miglioramento costante negli ultimi dodici anni, come segnalato dall’indicatore relativo all’abbandono scolastico precoce, per il quale si registra una riduzione di circa l’8 per cento.

Il dominio “lavoro e conciliazione dei tempi di vita” migliora negli anni più recenti dopo un fase negativa nel periodo di crisi. Il tasso di mancata partecipazione al lavoro – un indicatore che considera un insieme di popolazione in età lavorativa più ampio rispetto alle forze di lavoro (occupati e disoccupati), includendo anche tutti coloro che hanno smesso di cercare lavoro ma sarebbero pronti a lavorare se ne fosse loro offerta l’opportunità – peggiora infatti fino al 2014, per poi ridursi in misura crescente. Anche l’aspetto della conciliazione dei tempi di vita mostra segnali di miglioramento negli anni più recenti.

Nel dominio “sicurezza”, l’indice di criminalità predatoria scende dal 2014 in poi dopo una fase di peggioramento nel 2010-2013.
Per il dominio “politica e istituzioni”, monitorato attraverso un indice di efficienza della giustizia civile, si osserva un significativo miglioramento a partire dal 2015, che sembra confermato anche nel 2017 secondo le stime provvisorie fornite dall’Istat e dal ministero della Giustizia dopo il peggioramento del 2013-2014.

Le emissioni pro capite di CO2 e altri gas clima-alteranti, che monitorano il dominio “ambiente”, registrano un trend decrescente fino al 2014. Dal 2015, col riprendere della crescita della produzione e dei consumi, le emissioni risalgono anche se in misura relativamente contenuta.

Per il dominio “paesaggio e patrimonio culturale”, l’indice di abusivismo edilizio, dopo la flessione del triennio 2005-2007, mostra una significativa crescita fino al 2015. Nell’ultimo biennio, l’indice registra lievi segnali di riduzione.

“Il benessere multidimensionale – commenta l’allegato al Def 2018 – appare quindi in miglioramento nelle dimensioni relative a istruzione e formazione, salute e giustizia civile. Rispetto al periodo pre-crisi, il benessere risulta invece peggiorato nelle dimensioni del reddito reale, della povertà, della disuguaglianza e dell’abusivismo edilizio, ma emerge un’incoraggiante tendenza al recupero negli anni più recenti. La dimensione ambientale del benessere presenta un miglioramento nel lungo periodo, nonostante il lieve rallentamento della dinamica di riduzione delle emissioni negli ultimi anni, largamente dovuta alla ripresa economica”.

Commenta Padoan, nell’introduzione all’allegato: “Durante la passata legislatura è stato introdotto nel ciclo di programmazione economica il Benessere Equo e Sostenibile (BES). Il Governo ha sostenuto con convinzione questa innovazione, che vede l’Italia all’avanguardia a livello internazionale. Dopo l’esercizio sperimentale dello scorso anno, il presente Allegato analizza le tendenze recenti dei dodici indicatori di benessere selezionati dal Comitato previsto dalla riforma e proietta le future evoluzioni degli indicatori attualmente simulabili. Nel complesso, si evince come la crisi del 2008 – 2013 abbia intaccato il benessere dei cittadini, in particolare accentuando le disuguaglianze e aggravando il fenomeno della disoccupazione e della povertà assoluta, soprattutto fra i giovani. È tuttavia già in corso un recupero dei redditi e dell’occupazione; si attenuano fenomeni di esclusione sociale quali la mancata partecipazione al mercato del lavoro e l’abbandono scolastico precoce; migliorano alcuni indicatori di efficienza del settore pubblico, quali la durata dei processi civili. Guardando in avanti, le previsioni a legislazione vigente presentate nel paragrafo III del presente documento forniscono indicazioni positive per il periodo 2018 – 2021. Il reddito medio disponibile aggiustato durante questo periodo dovrebbe infatti crescere di oltre 10 punti percentuali rispetto al valore del 2017, dando luogo ad un incremento in termini reali di oltre 3 punti percentuali. Il tasso di mancata partecipazione al mercato del lavoro dovrebbe continuare a scendere nei prossimi anni, grazie alla continuazione della ripresa economica. L’indice di disuguaglianza dei redditi migliorerebbe sia pur lievemente rispetto al valore stimato per il 2017. Infine, le emissioni di CO2 pro-capite scenderebbero marginalmente in confronto al 2017, grazie anche alla prosecuzione delle misure di incentivazione all’efficienza energetica introdotte negli ultimi anni. Molto resta da fare, i progressi non sono uniformi, ma esiste una base su cui proseguire ed allargare lo sforzo di miglioramento del benessere, dell’equità e della sostenibilità sociale, economica ed ambientale. L’inserimento dell’analisi del benessere nei documenti programmatici è funzionale a una maggiore attenzione dei decisori politici e dell’opinione pubblica verso questi temi così rilevanti per i cittadini. Contiamo che esso produrrà ulteriori miglioramenti negli anni a venire

DEF 2018 Allegato 6 – Indicatori di benessere equo e sostenibile by ConsorzioQuadrifoglio on Scribd

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