La nostra immondizia che uccide

Se non bastassero i dati diffusi e le immagini di onde piene di bottiglie di platica o flaconi vuoti di detersivi, dall’isola di Rum, in Gran Bretagna, ne arriva una che mozza il fiato, che ci rappresenta quanta crudeltà si nasconde dietro il gesto quotidiano di ognuno di noi (anche di te che leggi) di gettare i rifiuti in mare. Nella foto i due cervi morti, esausti dopo aver tentato in tutti i modi di liberarsi dalla rete che li ha avvinghiati mortalmente. Forse uno di loro aveva la rete impigliata nelle corna già da prima ed è stato il combattimento a legarli fino alla morte. Potrebbe essere accaduta qualsiasi cosa, ma rimane la rappresentazione tragica di come la stupidità umana provochi disastri anche a distanza. La rete del pescatore, abbandonata lì, o arrivata per mare, ha ucciso due animali, due cervi inconsapevoli.

Ci sono dei consigli per limitare la produzione di plastica:

  • Usa sacchetti di carta per trasportare frutta sfusa dai supermercati e dai droghieri invece della plastica
  • Preferisci la carta, anzichè la plastica, nell’acquisto di salumi o di formaggi
  • Lascia la confezione alla cassa. Rendi l’imballaggio in eccesso un problema per i supermercati.
  • Scambia gli accendini monouso con fiammiferi. Gli ambientalisti trovano spesso accendini di plastica nello stomaco di delfini, balene e uccelli.
  • Bevi acqua dal rubinetto e usa una bottiglia d’acciaio per trasportare l’acqua del rubinetto. I trasportatori di metalli bloccano anche le sostanze chimiche dalla lisciviazione delle materie plastiche in acqua.

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