Imprese e sostenibilità. Chirulli: “L’uomo non si è posto limiti e ha consumato il pianeta”

L’anomalia dell’impresa in gran spolvero a Taranto, nell’incontro organizzato in occasione della presentazione del libro di Massimo Folador “Storie di ordinaria economia”. Le esperienze di Umberto Costamagna e di Pierino Chirulli, rispettivamente presidente di Call&Call e co-amministratore del gruppo Finsea, imprenditori anomali, difettosi. Costamagna e il suo gruppo di call center che caparbiamente mantiene in Italia e non delocalizza, racconta della difficoltà di non trovare sponde da nessuna parte per il suo impegno e Chirulli, invece, spiega che quello che stiamo vivendo tutti non è una crisi economica, ma di risorse, energetica. Lo fa, come al solito, a modo suo, riuscendo a mettere tenere insieme i comportamenti dei cittadini e la scarsità di risorse. “Abbiamo fatto scempio del territorio, abbiamo consumato il mondo, ora non possiamo più farlo” spiega al pubblico presente nella Sala Monfredi della Camera di Commercio di Taranto. E continua: “Ho recentemente letto una ricerca secondo la quale fatti cento i mammiferi presenti sul pianeta, sessanta sono bovini o suini destinati al consumo umano, trentasei sono gli esseri umani e solo quattro gli animali selvatici. L’uomo non ha limiti, non si pone limiti. Ed è proprio questo il guaio. Ma proprio sui limiti della natura e della mancanza di limiti dell’uomo ho fondato il mio modo di fare impresa. Ho iniziato con la raccolta differenziata trent’anni fa. Mi prendevano per un alieno. Ma avevo previsto un limite del sistema”.

All’evento, organizzato dall’Università del Sacro Cuore – Centro di Cultura “G. Lazzati” in collaborazione con la Camera di Commercio di Taranto, è intervento anche Padre Giuseppe Buffon, coordinatore della Rete Internazionale per l’Ecologia Integrale. Coordinato da Claudia Sanesi, segretario generale della Camera di Commercio, l’evento ha visto gli interventi del presidente Luigi Sportelli e di Domenico Amalfitano, presidente del Centro di Cultura “G. Lazzati”.

Chirulli continua: “Come impresa siamo sempre più schiacciati in un mercato che ci chiede il doppio e ci vuole pagare la metà, e forse l’unica soluzione è pagare di meno i dipendenti? Ai miei dico sempre che bisogna essere bravi cittadini e non comprarsi la disoccupazione: quando si sceglie cosa consumare dobbiamo sempre pensare che una scelta sbagliata può contribuire ad impoverire il territorio, se l’azienda che produce non lo fa qui ma all’estero. Come consumatori abbiamo un grande potere, ma dobbiamo esercitarlo”. E infine: “Più volte ho avuto l’opportunità di aprire una discarica, un buco che mi avrebbe garantito la liquidità. Ma mi sono sempre rifiutato. Il nostro fare impresa si fonda sulla salvaguardia ambientale. Se viene meno non ha più senso, perché non è sostenibile o non lo sarà a breve”

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