Italiani sempre più poveri, ma meno violenza sulle donne e meno gas serra. Lo dice il rapporto SDGs 2018

L’Istat ha pubblicato il rapporto sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 2018, una serie di indicatori che si rifanno agli obiettivi internazionali a cui sono chiamati tutti governi, le imprese e i cittadini. Secondo i dati diffusi dall’Istat (qui il comunicato stampa originale), che aggregano una serie di indicatori diversi, in Italia i poveri aumentano sempre di più: “In Italia la popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale è pari al 30% (18.136.663 individui), in aumento rispetto all’anno precedente. L’indicatore di povertà o esclusione sociale corrisponde alla quota di persone che presentano almeno una delle seguenti situazioni: 1) sono a rischio di povertà di reddito, 2) sono gravemente deprivate materialmente, 3) vivono in famiglie con una molto bassa intensità lavorativa. La povertà di reddito riguarda il 20,6% della popolazione (in aumento rispetto al 19,9% del 2015), la grave deprivazione materiale il 12,1% (dall’11,5%) mentre la quota di chi vive in famiglie con una intensità di lavoro molto bassa è del 12,8% (dall’11,7% del 2015)“. Al sud è peggio: è a rischio povertà metà della popolazione (46,9%). Ma il 40% della popolazione detiene solo il 19% del reddito complessivo (segno di una maggiore concentrazione di denaro nelle mani di poche persone).

Di contro, però, se sembra che la situazione sociale stia peggiorando, migliorano le performance ambientali. Sono aumentati gli ettari di superficie agricola coltivata in maniera biologica: dal 2010 al 2016 si è passati dal 6% al 12%. Migliorano le emissioni di CO2: “Nel periodo 1995-2015 le emissioni di gas serra in Italia sono diminuite di quasi 20 punti percentuali; la riduzione si è verificata a partire dal 2004, in coincidenza anche con i minori consumi conseguenti alla crisi economica. La dissociazione tra la dinamica delle emissioni delle attività produttive e il Pil, osservabile con riferimento al complesso del periodo considerato, non è stata omogenea né costante. Con un valore di 7,3 tonnellate pro capite, l’Italia si posiziona al di sotto della media europea per le emissioni di gas serra, pari a 8,8. Nel 2015, il 76,1% delle emissioni è generato dalle attività produttive e la restante parte (23,9%) dalla componente famiglie. Tra le attività produttive, nel 2015 i settori del manifatturiero (30,1%), della produzione di energia (28,3%) e dei trasporti (14%) sono responsabili di quasi il 75% delle emissioni“.

Qui si può leggere e scaricare il rapporto integrale.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.